L’ATTRATTIVITÀ DELL’ITALIA PER GLI INVESTITORI INTERNAZIONALI

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Come si classifica l’Italia nel mercato internazionale per quanto riguarda l’attrattività degli investimenti? Nel “Global Competitiveness Index 2015-2016” il nostro Paese occupa il 43° posto dopo Bahrain, Azerbaigian e Kazakistan, mentre per l’“Ease of Doing Business 2016” è in 45ma posizione dopo Malesia, Mauritius e Georgia.

«Molte di queste classifiche sono basate su ricerche qualitative e non su fatti, alcune introducono elementi oggettivi di valutazione, altre propongono come modelli ottimali il Paese della società che ha elaborato le statistiche, sono deboli o autoreferenziali», ha spiegato Valerio De Molli, ceo di The European House-Ambrosetti, a Tech Insights 2016, evento organizzato per il terzo anno da United Ventures SGR (venture capital specializzato in investimenti in società innovative nei settori del software e delle tecnologie digitali).

Il “Global Attractiveness Index”, elaborato da The European House-Ambrosetti, è un indice innovativo e affidabile di attrattività-Paese che mostra altri dati. Prendendo infatti come principi base per definire l’attrattività di un Paese 4 elementi (apertura, innovazione, efficienza e dotazione), l’Italia risulta in 14ma posizione al mondo, dopo Hong Kong e prima di Austria e Danimarca.

 

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Il nostro Paese può migliorare, ha spiegato ancora De Molli, se riuscirà a rafforzare l’ecosistema dell’innovazione e la capacità di creare “disruption”, con una strategia nazionale dell’innovazione oggi mancante.

Anche sul digitale gli investimenti esteri diretti in Italia non mancano, come hanno ricordato alcuni degli speaker internazionali presenti a Tech Insights 2016. Edoardo Bounous, direttore europeo del Simphony Technology Group (privaty equity firm con base a Palo Alto in California e ricavi complessivi pari a 2,5 miliardi di dollari) ricorda l’investimento in JobRapido, startup fondata da Vito Lomele di cui è stato anche Ceo: «Il lavoro di Lomele, che ha creato una società a Milano in uno scantinato con gente di tutte le nazionalità ed è poi arrivato in decine di Paesi, fino a fare l’exit mentre la company stava andando a pieno ritmo, dimostra che si può fare impresa dovunque».

Secondo Bounous dal punto di vista degli investitori esteri le startup italiane più interessanti si concentrano nei settori lifestyle, healthcare, media advertising, ma anche HR tech e data science.

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